Come fare per spezzare il fiato

Per capire come fare per “spezzare il fiato” occorre innanzitutto chiarire di che cosa si sta parlando. Per un podista, spezzare il fiato significa aver raggiunto quel grado di attivazione che dà la sensazione di poter correre all’infinito. Si tratta di un equilibrio cardio-respiratorio che permette di non avere più la sensazione del fiato che si sta accorciando, con la conseguenza di avere la tentazione di fermarsi per respirare, quello che viene definito fiato corto.

alcune informazioni interessanti che spiegano la respirazione nella corsa

Non esiste scientificamente un modo uguale per tutti per raggiungere tale equilibrio, ogni corpo è a sé, ma si possono attuare degli accorgimenti, tramite un adeguato riscaldamento e allenamento, al fine di raggiungere questo importante traguardo.

Una delle modalità per riuscire a raggiungere questo giusto grado di attivazione è data dall’aumento della frequenza cardiaca e della ventilazione polmonare. Molti atleti aumentano il ritmo della corsa negli ultimi 5-10 minuti di un allenamento, al fine di aumentare i parametri fisiologici. Altri invece prediligono fare la così dette ripetute ovvero degli allunghi che coprono distanze limitate, come 60 metri o 100 metri, a ritmo sostenuto, sempre con lo scopo di aumentare i parametri fisiologici.
L’aspetto fondamentale su cui puntare l’attenzione è la nostra stessa percezione. Quando inizia una corsa, dopo circa i primi 8 o 10 minuti, inizia una sensazione di affanno che viene associata ad un affaticamento. Il corpo attivato in ogni suo muscolo necessita di un maggior apporto di ossigeno e quindi il cuore non fa altro che incrementare i battiti. Lo scopo è quello di aumentare il flusso di sangue a tutti i tessuti coinvolti e nel minor tempo possibile. Tale condizione però può durare un tempo breve, perché non è regolare ed equilibrata, si attiva in una sensazione di “allarme”.

In realtà, durante una corsa compiuta con un ritmo regolare, il corpo economizza l’apporto di sangue nelle zone in cui se ne ha meno bisogno, come ad esempio le braccia. Ciò permette al corpo di adattarsi al meglio alla situazione in corso e quindi di ridurre il numero di battiti, con una conseguente regolarizzazione del respiro.

Per arrivare a tale regolarizzazione ed equilibrio, occorre attivare un allenamento graduale, a partire da una camminata veloce, per poi aumentare il ritmo, senza pretendere che il corpo si conceda ad uno scatto in brevissimo tempo. Solo in questo modo si potrà arrivare a “rompere il fiato” in maniera fluida.
Una volta che il respiro si è regolarizzato allora sì che l’atleta potrà decidere se aumentare il ritmo della corsa oppure allenarsi per correre più a lungo, senza modificare il ritmo. In quest’ultimo caso, si intende allenarsi per portare il respiro ad un ritmo definito per il tempo che abbiamo stabilito, andando a potenziare l’allenamento aerobico.

La fine dell’allenamento è altrettanto fondamentale, per evitare che il corpo viva di nuovo una situazione improvvisa di scompenso. Il respiro deve tornare gradualmente ad una condizione di riposo e quindi anche il battito cardiaco deve rallentare lentamente. E’ importante quindi terminare l’allenamento con una camminata veloce, al fine di evitare un apporto ampio di ossigeno alle fibre, il quale però non serve e causerebbe solo iperventilazione, giramenti di testa ed altri fastidi.

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